Ilya Repin – Death will come, and will have your eyes

Ilya Repin is one of the most important painters in the whole russian art history. Born in 1844 in Chuhuiv (Ukraine), his work links russian paintings with the newest figurative expressions that, at that period, took place in the cradle of european art: Paris. He was the first painter who shown how Russia could be able to overtake its own strong art tradition, mostly based on icons, and to renovate itself following the example of french artistic approach, but always keeping a connection to its roots.  Continua a leggere

Annunci

Kris Kuksi – La forza centrifuga del macabro

The recreation

                                                      The recreation

Nel suo saggio sul “Perturbante” Freud descrive una particolare disposizione che si manifesta nell’uomo nei confronti di uno stimolo esterno che provoca un senso insieme di attrazione e di repulsione. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo provato una sensazione simile di fronte a spettacoli di forte impatto emotivo: alzi la mano chi non ha mai rallentato in macchina per vedere meglio la scena di un incidente.

Kris Kuksi gioca su questo sentimento ambiguo utilizzandolo come leitmotiv della sua produzione scultorea. E lo fa maledettamente bene. Continua a leggere

Michael Hussar – La bianca oscurità avvolgente

hussar_morphine

Morphine

Ci sono pittori che non dipingono, ma piuttosto alimentano il naturale sviluppo di universi alternativi partoriti dalle loro menti. Penso all’universo di Balthus, dominato dall’onnipresente figura del gatto, o a quello di Bacon, dove le carni si fondono e si disfano a contatto con l’atmosfera, o ancora a quello di De Chirico, con la presenza umana ridotta al minimo indispensabile dei due raminghi che attraversano le piazze deserte su cui si stagliano le lunghe ombre del tardo pomeriggio.

E poi c’è l’universo di Michael Hussar. Un universo stanco, malato, inesorabilmente decomposto e grottescamente imbellettato come una vecchia puttana che cerca di adescare i clienti mettendo a nudo un corpo abbruttito dall’età. E soprattutto bianco. Continua a leggere

Memorie

Immagine

Chris Peters – Leave the Shame behind

Di cera e cupa fuliggine
sfuggenti come furtivi sguardi
si allontanano i felici ricordi
momenti dorati ed ormai perduti

Sprofondati in una voragine
persi nel buio tra i rovi più irti
il tempo li miete, e sparge i lacerti
di giorni dissolti e mai più vissuti

 

Davide Ciscì, Copyright, tutti i diritti riservati